“Note” intorno S. Anna di Palazzo

Solfeggio ai quartieri spagnoli

SABATO 1 FEBBRAIO 2020
ore 10.00
app.: presso l’uscita della fermata C.so V. Emanuele della Funicolare Centrale.
La visita termina a Via Roma/Piazzetta Augusteo.

Facciamo un passo indietro nel tempo a quando i luoghi che visiteremo furonoteatro di nobili dimore e soldataglia rumorosa nonché di ‘donne spagnole elevate dal porcile all’altare’. Nel cuore dei Quartieri Spagnoli, dalla parte che sta accanto al Regio Palazzo sin dalla metà del XVI sec. sorsero infatti i primi palazzi di dignitari spagnoli, come Palazzo Nardones e Palazzo Zapata, e poco dopo conservatori e conventi che nel nome ricordano anch’essi la committenza ispanica delle nobili dame Isabella di Alarcon ed Eleonora Guzman, come La Maddalenella e la Teresella degli Spagnoli. In questa Napoli che sembra una cittadella iberica, nelle maglie viarie definite dai ‘quartos’, i piccoli alloggiamenti delle truppe spagnole, si incastona come una gemma la Chiesa di Sant’Anna di Palazzo, apposizione che tutte le chiese dell’area circostante il Palazzo Reale acquisirono. Edificata nel 1562 Sant’Anna fu il cuore pulsante del sistema di edifici sorti intorno al Palazzo prima Vicereale e poi Reale, ma poi fu demolita a seguito dei danni arrecati dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. La sua eredità passò alla Chiesa del Rosario di Palazzo sorta nelle vicinanze circa un decennio dopo grazie alla munificenza del napoletano Michele di Lauro in occasione dell’istituzione della festa dedicata alla Madonna del Rosario. L’annesso convento domenicano fu in seguito trasformato per volontà di Carlo di Borbone nella celebre Stamperia Reale. Le sue opere d’arte e la stravaganza del suo impianto si intrecciano con le strade intricate del vico Tiratoio che porta alla Maddalena degli Spagnoli dove le donne pentite trovarono un nuova casa santa, spostandosi dal Carminiello a Toledo. Proprio dove, nella zona più a ridosso della rumorosa via Toledo detta ancora oggi del Carminiello appunto, visse e cantò per i Borbone Gaetano Maiorano così come lo battezzarono i suoi genitori, ma più noto come Caffarello, il Farinelli napoletano. Il nome nuovo gli derivava dal suo procuratore, il Caffaro, l’uomo che lo aveva prelevato ancora bambino dalla casa paterna e portato a Napoli per fare ‘l’operazione’ , la castrazione necessaria per consentirgli di diventare una personalità di spicco nel panorama della lirica nazionale. Caffarello, il castrato napoletano divenne presto una star indiscussa e la fascinosa epigrafe del suo splendido palazzo lo ‘canta’ a chiare lettere. Direttamente da casa sua si dice, il Caffarello ascoltava comodamente la messa affacciandosi al piano nobile con una visuale privatissima sulla chiesa del Carminiello, delicato esempio di un grazioso rococò napoletano. Lo stesso privilegio che avremo noi. La visita proposta è dunque una passeggiata intensa ed emozionante che ci porterà a scoprire storie di note poco note in luoghi nascosti o finora chiusi al pubblico come la Chiesa del Rosario di Palazzo e il Conservatorio dei 63 sacerdoti.

La visita è a cura delle storiche dell’arte dell’associazione Locus Iste.

Quota di partecipazione: Euro 10,00.
La quota comprende: la visita guidata – AudioauricolarI personali


 

È possibile effettuare il pagamento anche a mezzo bonifico su cc. postale alle seguenti coordinate:
UFF. PT NA3 – Cod. IBAN IT 60 I 0760 1034 0000 1044 5049 16 Intestato ad Assostato APS
info: Via Cervantes 55/5 – 80133 NAPOLI tel. 081 551 8735

“Note” intorno S. Anna di Palazzo